Bambini maglie Maglie con slogan in dialetto per i bimbi in ospedale Ma lUsl le rifiuta

Respinto il regalo di Steno Cigana, ideatore di una linea

di abbigliamento con scritte in veneto: Siamo amareggiati

TREVISO – «In ospedale rifiutano le magliette con la scritta in dialetto veneto come dono per i bambini della pediatria di Treviso. Siamo amareggiati», sbotta lideatore delliniziativa.

«Lazienda ha ritenuto quel messaggio non adatto, il dialetto non centra» replica lUsl 9. E le magliette da regalare al Ca Foncello diventano subito un caso. A sollevare la questione Steno Cigana, mottense, ideatore di una linea di abbigliamento con scritte dialettali. E lo denuncia sulla pagina Facebook della sua linea Pakkiano.

«Lospedale – scrive – rifiuta le magliette che Pakkiano avrebbe potuto donare, in occasione del Natale, ai bambini del reparto Pediatrico e Oncologico. Pare non accettino il dialetto, lingua del Veneto». E gi una sfilza di commenti. Cigana spiega a parte: «Sono stato contattato dallassociazione Per mio figlio. Ho proposto di realizzare alcune magliette con la scritta in veneto «Mi stae benon» e con una ccina sorridente.

Lidea piaciuta allassociazione. Non cos ai responsabili del reparto, in quanto, sembra, scritta in dialetto. Credo che il dono queste magliette avrebbe tto sorridere pi di un bambino. Invece niente. Sia io che gli amici dellassociazione ci siamo rimasti male. Perch rifiutare questo regalo?»

La direzione sanitaria per non ci sta e replica: «Da sempre lazienda attenta ai messaggi rivolti ai propri pazienti e in particolare ai bambini dei reparti pediatrici. Ogni forma di collaborazione benemerita e benvenuta ma i promotori sanno di doverla condividere con lAzienda stessa a tutela dei pazienti e dei miliari». Perch no alle magliette regalo? «Intanto non c stato alcun contatto con la ditta e non centra nulla il mancato uso della lingua italiana. Inoltre, una volta conosciuta la scritta sulla maglietta si ritenuto che non fosse appropriata alla situazione di un reparto di pediatria che ospita anche casi in situazioni particolarmente critiche». Dalla direzione non ci stanno a passare per i: «Mi stae benon pu essere considerato un messaggio adatto a bambini che possono essere anche molto gravi e consapevoli della loro malattia? Come pu reagire un genitore a cui appena stata comunicata una prognosi non proprio felice per il proprio figlio nel leggergli addosso una simile scritta o nel vederla sul bimbo del letto vicino? Chiunque pu darsi una risposta e comprendere che il dialetto non centra niente. Siamo vorevoli a condividere ogni forma di collaborazione e ringraziamo sempre tutti coloro che ci sostengono a vantaggio dei nostri pazienti».

Mercoled 11 Dicembre 2013

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ma lusl ha ragione al 100 % li avesse interpellati prima magari …. come i a r indossare a tuo figlio sta maglietta , magari mentre sta cendo chemio ??? bel gesto ma poca sensibilit

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